L'Arnica: il fiore giallo del benessere!

L'Arnica: il fiore giallo del benessere!

Il suo nome completo è Arnica montana e cresce nelle montagne dell’Europa centrale dai 1.000 ai 2.800 m di altitudine.

È una modesta piantina alta dai 20 ai 50 cm, con una rosetta di quattro foglie centrali aderenti al terreno e un unico fiore a capolino con petali di un bel giallo sole intenso ed un altrettanto intenso odore aromatico.

Il tempo balsamico, cioè il momento migliore per la raccolta, è in piena fioritura, tra luglio e agosto ma è una pianta protetta, quindi la raccolta delle piante spontanee è vietata. Contiene un olio essenziale, sostanze fenoliche, flavonoidi, tannini, una sostanza amara di nome arnicina, resine e alcaloidi. 

L’Arnica era conosciuta dai popoli Germanici che la consideravano sacra a Freya, la loro divinità principale, ma le prime notizie di un uso medico risalgono al XVI secolo. 

Nel passato l’Arnica era considerata la pianta della “violenza” perché sana tutte le conseguenze di un atto di violenza, quali cadute, urti, percosse, schiacciamenti, pugni, calci, occhi pesti, ma anche di incidenti violenti.

In effetti i preparati a base di Arnica sono analgesici, vulnerari, cioè favoriscono la guarigione delle ferite, antiecchimotici, cioè favoriscono il riassorbimento dei lividi, evitano che nelle zone traumatizzate si verifichino gonfiori.

Per queste sue proprietà l’arnica è utile per molti problemi legati all’apparato muscolo-scheletrico.

È importantissimo per la riuscita del trattamento che l’Arnica nella forma opportuna venga applicata nel più breve tempo possibile dall’evento traumatico. 

PREPARAZIONI

L’Arnica si usa soltanto per via esterna perché è una pianta tossica per il sistema nervoso. Per via orale si usa unicamente l’Arnica in forma omeopatica, quindi estremamente diluita. La preparazione più tradizionale e più nota dell’Arnica è l’estratto oleoso. Si ottiene lasciando a macerare nell’olio i fiori freschi o secchi.

L’OLIO di Arnica così preparato va bene sia per applicazioni locali o estese, sia per impacchi caldi o freddi.

L’UNGUENTO, a base di grassi solidi, come l’olio si può applicare localmente o utilizzare per il massaggio, ma è meno adatto all’uso su superfici estese del corpo.

La POMATA è una forma emulsionata con estratto di Arnica che va bene per ogni indicazione. In commercio si trovano creme e pomate che vantano percentuali di arnica assolutamente inverosimili, fino ad arrivare al 90%. Non è possibile inserire in una emulsione una quantità così alta di estratto vegetale, quindi per raggiungere quelle concentrazioni vengono usate altre preparazioni, quali ad esempio un estratto acquoso di arnica estremamente diluito che non ha alcuna efficacia. È importante la quantità assoluta di estratto presente, ma ancor di più è la qualità dell’estratto che determina l’efficacia. L’estratto secco è in assoluto quello con la massima concentrazione, ma esistono altri tipi di estratti molto validi. Per valutare la qualità di un prodotto contenente arnica non bisogna quindi fermarsi alla percentuale assoluta, ma guardare con attenzione la composizione della preparazione, altrimenti si cade nell’inganno messo in atto da un marketing poco trasparente.

Un’altra forma tradizionale è la tintura o LOZIONE alcoolica che è la forma più adatta a frizioni per la circolazione e per lo sport o per fare frizioni su traumi già in via di guarigione.

L’Arnica lavora molto bene in sinergia con l’argilla, per esempio in una PASTA che le contenga entrambe, per l’applicazione su articolazioni, traumi muscolari, infiammazioni gottose. Un rimedio molto moderno è il GEL che dà subito una sensazione di fresco e se formulato con mentolo, incrementa l’azione analgesica e di contrasto al gonfiore già tipica dell’Arnica. Gli estratti di Arnica possono essere inseriti nella preparazione di un CEROTTO che, con la sua azione occlusiva e protettiva, si presta al trattamento dei traumi più disparati.  

INDICAZIONI

È il rimedio d’eccellenza per lesioni traumatiche, schiacciamenti, distorsioni, lussazioni, contusioni, urti e traumi da compressione. In questi casi calma il dolore ed impedisce la formazione di tumefazioni, edemi ed ematomi. 

L’effetto emosolvente la rende ottima per il trattamento di ematomi dovuti ad interventi chirurgici di qualunque genere, anche ortopedici, estetici e dentistici. Ovviamente l’applicazione va fatta a ferita chiusa e, in caso di intervento dentistico, all’esterno e non sulla mucosa orale. 

In caso di fratture trattare immediatamente con delicatezza la parte con Arnica diminuisce enormemente la formazione di gonfiore e mitiga il dolore.

In caso di emergenza, l’Arnica in forma alcoolica è utile per fare impacchi freddi per la cefalea da trauma o post traumatica.  

Su strappi muscolari e mialgia da sforzo una pomata all’Arnica è il rimedio migliore, ancor più efficace se applicata con un buon massaggio rilassante. Un unguento o l’olio di Arnica sono indicati per il trattamento di nevralgie, colpo della strega, reumatismi e artrite.

L’Arnica si presta anche per il trattamento di problemi vascolari periferici, quali ad esempio varici, emorroidi, intorpidimento degli arti. In questo caso si friziona la parte con una preparazione alcoolica di Arnica diluita.

Nella tradizione erboristica popolare l’arnica veniva usata anche in altri strani casi, quali ad esempio nell’enuresi notturna, per impacchi in caso di mastite, nell’epilessia e per le ustioni: tutti usi però non confermati. 

L’Arnica è valida anche per la bellezza.

In forma di compresse è utile in caso di foruncoli e di acne. Una manciata di fiori secchi nell’acqua calda serve a preparare un buon bagno rilassante.

Frizioni alcooliche con Arnica sono utili per combattere la calvizie mentre l’olio di Arnica o l’unguento si prestano per lubrificare le mani per massaggi sportivi prima e dopo sforzo.